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Dal 2002 sono state razionalizzate le regole di accesso al Pronto Soccorso.
Gli infermieri attribuiscono ai pazienti un codice colore per stabilire la
priorità di accesso alle cure, al fine di evitare le attese per i casi più
urgenti: è questo il processo di "triage" (dal francese "trier", selezionare),
elaborato in origine nella sanità militare, per assicurare il più ampio
beneficio di salute al maggior numero possibile di persone, nel tempo più breve
possibile.
I codici di priorità attribuiti sono quattro, a seconda della gravità delle
condizioni del paziente:
codice rosso: per le situazioni di emergenza che richiedono l'intervento
immediato per grave pericolo di vita del paziente.
codice giallo: per le situazioni di urgenza, in cui esiste il rischio di
peggioramento delle
condizioni, tale da compromettere la vita del paziente.
codice verde: per le situazioni di urgenza differibili nel tempo, in cui non
esiste pericolo
di vita, ma è necessaria comunque una risposta sollecita.
codice bianco: per i casi meno gravi, per i quali non esiste rischio di
peggioramento e che
potrebbero essere trattati in ambulatorio, senza ricorrere al pronto soccorso.
Quando è necessario viene disposto il ricovero d'urgenza direttamente nei
reparti di degenza e, qualora ciò non sia possibile o siano necessarie cure
eseguibili presso un'altra struttura sanitaria, può essere disposto il
trasporto protetto, previo contatto con la struttura di destinazione. Grazie
alla presenza in ospedale di molte specialità, i trasferimenti avvengono quasi
esclusivamente per i trattamenti cardiochirurgici.
In Pronto Soccorso sono garantiti, oltre agli interventi necessari per la
rianimazione e la stabilizzazione del paziente critico, il primo inquadramento
clinico e l'effettuazione dei primi accertamenti diagnostici, strumentali e di
laboratorio.
Presso il padiglione San Pio è attivo il Pronto Soccorso ostetrico, al quale si
può accedere direttamente, senza passare dal Pronto Soccorso generale.
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